183° Anniversario della Fondazione delle Batterie a Cavallo

Le Batterie a Cavallo furono costituite l'8 aprile 1831 in Venaria Reale con lo scopo "di far campagna come artiglieria leggiera" in appoggio celere ed aderente alle unità di cavalleria. I Venariesi battezzarono il Reggimento "Le voloire" a causa del loro apparire durante la corsa, a causa dei mantelli svolazzanti, come delle "ratevoloire" e cioè, il lingua piemontese come dei pipistrelli.

Il Reggimento, viene costituito in Venaria Reale con Regie Patenti di S.M. Maria Cristina di Borbone-Napoli Reggente del Regno di Sardegna, ordinato su 2 batterie, ciascuna costituita da 4 ufficiali, 7 sottufficiali, 11 caporali, 178 uomini di truppa, 210 cavalli, con 1° Comandante Vincenzo Morelli di Popolo.

Nel 1844 assume sullo shakò, a distinzione della propria specialità, la criniera nera che sostituisce il pennacchietto tipico della Artiglieria.

L'intuizione fu di Alfonso Ferrero La Marmora, che intui le capacità di un'artiglieria rapida e veloce; è lui il propugnatore delle Voloire, create con lo scopo "di far campagna come artiglieria leggera" in appoggio celere ed aderente alle unità di cavalleria. Le Batterie a Cavallo parteciparono così alle campagne per l'indipendenza, facendosi onore sul campo in Battaglie che faranno la Storia d'Italia: Goito, Sommacampagna, Santa Lucia.

Il 1º novembre 1887 nasce a Milano il Reggimento artiglieria a cavallo riunendo la I e la II Brigata Batterie a Cavallo (costituite nel 1883 presso l'8º Reggimento Artiglieria da Campagna) e la III Brigata Batterie a Cavallo, costituita nel 1887. Il Reggimento - a cavallo, appiedato e poi ancora a cavallo - visse le vicende della prima guerra mondiale, equipaggiate con il cannone da 75/27 Mod. 1912 appositamente progettato.

Il 1º ottobre 1934 il Reggimento Artiglieria a Cavallo si sciolse per dar vita con i suoi gruppi ai tre reggimenti di artiglieria celere (ARTICELERE in codice telegrafico) per le tre divisioni celeri.

Il Reggimento Artiglieria a Cavallo viene ricostituito a Milano il 20 novembre 1946, tra le prime unità del rinato Esercito Italiano.

Sempre nel 1946 la denominazione viene modificata in Reggimento Artiglieria a Cavallo «Legnano», denominazione che manterrà sino al 1954. Successivamente muterà in Reggimento d'Artiglieria a Cavallo semovente di Corpo d'Armata, per cambiare nuovamente nel 1957 in Reggimento Artiglieria a Cavallo semovente contro carri e, nel 1961, Reggimento Artiglieria a Cavallo semovente. Nel 1963 ritornerà alla originaria ed attuale denominazione di Reggimento Artiglieria a Cavallo.

Ancora oggi conserva il fregio con cannoni e sciabole incrociate e, dal 1950, viene reintrodotto il kepi di foggia ottocentesca con la tradizionale criniera nera (bianca per i trombettieri).

Il Reggimento Artiglieria a Cavallo perpetua, ancora oggi, orgogliosamente e gelosamente lo spirito immortale delle Voloire, custodito e tramandato in quasi due secoli di storia gloriosa.

Lo Stendardo delle Batterie a Cavallo è la Bandiera di Guerra del Reggimento Artiglieria a Cavallo. Esso è depositario delle decorazioni attribuite a tutte le Unità di tradizione Volòire.

Al Reggimento Artiglieria a Cavallo, come unità dell'Esercito, sono state assegnate quattro medaglie d'argento al valor militare, che sono appuntate allo Stendardo delle Batterie a Cavallo. Di queste, tre sono state attribuite al Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°) e una al Reggimento Artiglieria Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" (3°), dei quali l'attuale Reggimento Artiglieria a Cavallo è diretto erede.

I comandanti del Reggimento Artiglieria a Cavallo hanno anche il titolo di "Comandante delle Batterie a Cavallo", preceduto dal numero ordinale nell'ininterrotta successione dal 1831.

Lo stendardo delle Batterie a Cavallo è decorato di una Medaglia d'oro al valor militare, cinque Medaglie d'argento al valor militare, una Medaglia di bronzo al valor militare e di una Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica.

Il Reggimento Artiglieria a Cavallo è Socio d’Onore dell’Istituto del Nastro Azzurro.