26 ottobre 1954: Trieste ritorna all'italia.

Venti minuti prima di mezzogiorno,all'ingresso delle truppe italiane il 26 ottobre 1954,si sentì un grande urlo: ARRIVANO! Pioveva forte e la bora tirava violente raffiche,volavano ombrelli,manifesti,tricolori.In piazza dell'Unità i cordoni dei carabinieri e della Polizia vennero "travolti" dall'entusiasmo della folla.Dalla testimonianza di Renzo De Vidovich ,all'epoca ventenne,responsabile del "Libero Comune di Zara" e Consigliere della Lega Nazionale Trieste" : "...fu un'esplosione di gioia,una cosa inimmaginabile.Tutti gridavano per la strada,tutta la città era in festa.Fu un'emozione grandissima.Ricordo che quel giorno,nonostante la pioggia torrenziale, ognuno di noi è rimasto 15 ore fuori in strada per aspettare i soldati,i bersaglieri ed i marinai. Perché sentivamo nell'Esercito l'appropriazione della Patria.Ci sentivamo finalmente sicuri perché avevamo i nostri soldati..."Da terra,dal mare ed in volo,le nostre Forze Armate erano rappresentate dall'82° Rgt. Fanteria "Torino",dall'incrociatore "Duca degli Abruzzi",dai cacciatorpedinieri "Grecale","Granatiere" ed "Artigliere",dalla Nave Scuola "Amerigo Vespucci" e dagli aerei F84 dell'aereobase di Treviso. Finalmente,dopo il compromesso costituito dal "Memorandum di Londra" del 5 ottobre con il quale venne deciso che le zone A e B del c.d. "Territorio Libero di Trieste" rimanessero rispettivamente in mani italiane e jugoslave,la città giuliana tornava all'Italia. Non ne venne decisa però formalmente la destinazione .Sempre dalla testimonianza di Renzo De Vidovich : "...anche il giorno 5 fu un tripudio di gioia. Voglio sottolineare un fatto. Gli sloveni che erano il 5% della città,erano preoccupati che con l'entrata dei militari italiani a Trieste ,facessimo come avevano fatto loro. [ N.d,A. - dal 1° maggio al 12 giugno 1945,i partigiani comunisti di Tito occuparono la città,intonando il loro lugubre slogan: "..Trst jè nas (Trieste è nostra).." Nei 42 giorni di occupazione risultavano catturati 17000 triestini,dei quali 8000 successivamente rilasciati ,altri 6000 internati nei terribili campi slavi e ben 3000 ucisi,la gran parte infoibati].... Ma noi siamo diversi. Non è stato torto un capello. L'esplosione di felicità e di patriottismo non ebbe nessun elemento negativo nei confronti degli sloveni locali. Non ci furono vendette di nessun tipo..." In realtà il "Memorandum" fece svanire le speranze degli Italiani residenti nella zona B,ultimo brandello dell'Istria perduta,di rimanere nelle loro case restando italiani. Infatti con il vergognoso "Trattato di Osimo" del 10 novembre 1975,l'Italia rinunciò definitivamente alla sovranità sulla zona che passò alla Jugoslavia ( oggi Slovenia).Le trattative vennero condotte in un clima di frettolosa segretezza ed affidate a soggetti estranei al mondo diplomatico e precisamente ad un funzionario del Ministero dell'Industria.Per essere stato tenuto all'oscuro di tutta la vicenda,l'Ambasciatore Camillo Giurati,responsabile ministeriale per la regolamentazione delle frontiere e delle acque territoriali,si dimise clamorosamente per protesta.L'accordo venne ra- tificato un anno e mezzo dopo.Tutta la procedura avrebbe potuto essere impugnata per ragioni di diritto internazionale ma anche di diritto costituzionale ed amministrativo,potendosi ravvisare,nella sua approvazione,il reato di ALTO TRADIMENTO ,previsto dall'Art. 241 del C.P. che puniva con l'ergastolo (ora 10 anni) "....chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio nazionale o parte di esso alla sovranità di uno Stato Estero..." Bibliografia: n.ri de "Il Giornale" del 5 e del 23.10.2004 Carlo Cesare Montani - Il trattato italo-jugoslavo di Osimo (10 novembre 1975) Alto tradimento e reato imprescrittibile.