BOLOGNA CONFERENZA "ANIMALI IN GUERRA"

Presso il Circolo Unificato dell'Esercito il 17 marzo 2018, peraltro ricorrenza dell'Unità d'Italia, si è tenuta la conferenza "Animali in guerra" nella quale i relatori Riccardo Balzarotti, Gabriella Quadri e Pierpaolo Venturi hanno brillantemente illustrato l'impiego degli animali durante la Prima Guerra Mondiale: muli, cavalli, cani e piccioni viaggiatori hanno dato un importante contributo agli eserciti coinvolti portando ordini, messaggi, armamenti e munizioni, medicinali e feriti, spesso salvando la vita a migliaia di soldati.
Alla conferenza, organizzata dalla Federazione di Bologna del Nastro Azzurro in collaborazione con UNUCI, ANMCRI, Guardie del Pantheon, Club Reale Umberto II e Collezione Quadri-Venturi che ha allestito una interessante mostra di cimeli d'epoca, hanno preso parte il Comandante Militare Regione Emilia-Romagna Gen.B. Cesare Alimenti, il Direttore del Circolo Unificato Ten.Col. Ugo Giuffrida, il delegato di Bologna delle Guardie del Pantheon, il vicepresidente del Club Reale Umberto II sig.Andrea Spettoli, il Presidente del Nastro Azzurro di Bologna cav.Giorgio Bulgarelli, il vicepresidente S.Ten.Davide Nanni e il consigliere dr.Guido Dall'Olio.
Due curiosità: nel 1916 il soldato americano Lee Duncan durante una perlustrazione rileva un canile militare tedesco distrutto e abbandonato; tra i pochi cani superstiti riesce a salvare un pastore tedesco femmina e i suoi cuccioli, tenendo per sè un piccolo maschio.
Rientrato negli Stati Uniti, nel dopoguerra il cucciolo di pastore tedesco diverrà un "divo" del cinema western americano, e stessa fortuna cinematografica ebbero anche i discendenti di questo cane-militare, tutti aventi lo stesso nome: Rin-Tin-Tin.

Nell'ottobre del 1918 il piccione viaggiatore femmina "Cher Ami", aiutò a salvare i membri appartenenti al "Battaglione Perduto" della 77ª Divisione nel corso della battaglia delle Argonne: 500 soldati rimasero intrappolati in una piccola depressione su un lato della collina dietro le linee tedesche senza cibo, munizioni e sotto il fuoco amico delle truppe alleate le quali non conoscevano la loro posizione. Volò schivando le pallottole, venne colpita al petto e all'occhio, ma giunse a destinazione completamente ricoperta di sangue e con una zampa quasi del tutto staccata dal corpo, riuscendo ugualmente a recapitare il messaggio al quartier generale della Divisione; grazie al suo aiuto 194 soldati riuscirono a salvarsi.
Cher Ami morì nel giugno 1919 a causa delle ferite ricevute in battaglia; il suo corpo fu imbalsamato e conservato presso il National Museum of American History dove è attualmente esposto.