Intitolazione Caserma CC Morbegno alla M.O.V.M.Ten. Marco Pittoni

Sabato 16 aprile la Federazione ha presenziato con il Presidente ed il Labaro, oltre a numerosi Soci, all'intitolazione della caserma dei Carabinieri della Città di Morbegno al Ten. CC. Marco Pittoni M.O.V.M..
Alla toccante cerimonia, impreziosita anche dalla benedizione dela Bandiera del Comando, hanno presenziato tutte le autorità civili e militari della Provincia di Sondrio.
La scelta di intitolare all'Eroe una delle più importanti caserme del territorio provinciale ha rappresentato un doveroso omaggio all'Ufficiale, nato a Sondrio dove il padre, anch'egli Carabiniere prestava servizio.
Durante la cerimonia, prima del solenne Alzabandiera il Sindaco di Morbegno, Avv. Andrea Ruggeri, ha dato lettura di una toccante missiva pervenuta dalla famiglia che ha commosso tutti i presenti.
Il Tenente Marco Pittoni nacque a Sondrio il 30 settembre del 1975, dopo aver vissuto in Sardegna a Giba si arruolò nei Carabinieri nel 1997. Quale Maresciallo fu destinato in Piemonte come istruttore alla scuola allievi carabinieri di Fossano. Dopo alcuni anni di impiego operativo frequentò il corso ruolo speciale alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, al termine del quale fu nominato sottotenente.
Nel 2007 assunse il comando della Tenenza dei Carabinieri di Pagani (Salerno) ed il 6 giugno 2008 si trovava insieme ad un altro carabiniere nell'ufficio postale di Pagani quando fecero irruzione tre rapinatori. Il tenente Marco Pittoni intimò di arrendersi ai malviventi, che in pochi attimi iniziarono a sparare contro i carabinieri. Marco Pittoni fu colpito da due proiettili, alla gola e all'addome e morì all'ospedale di Nocera Inferiore nonostante i disperati tentativi dei medici di salvargli la vita.
Questa la motivazione della decorazione: «Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e insigne coraggio, presente in abiti civili per indagini di polizia giudiziaria all'interno di un ufficio postale, non esitava ad affrontare due malviventi sorpresi in flagrante rapina e, senza fare uso dell'arma in dotazione per non compromettere l'incolumità delle numerose persone presenti, riusciva a immobilizzare uno di loro. Aggredito proditoriamente alle spalle da altro rapinatore, ingaggiava una violenta colluttazione, nel corso della quale veniva attinto da un colpo d'arma da fuoco. Benché gravemente ferito tentava di porsi all'inseguimento dei malfattori in fuga prima di accasciarsi esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio.» - Pagani (Salerno), 6 giugno 2008.

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