LIMONE: INTITOLATA STRADA AL COLONELLO ROSSOTTO

Domenica 18 giugno 2017 a Limone Piemonte è stata intitolata una via del paese al Colonnello Domenico Rossotto.
Alla cerimonia hanno partecipato, accanto al sindaco di Limone Piemonte Angelo Fruttero, il presidente della Sezione di Vigevano e Lomellina dell'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare Brigadiere Capo dei Carabinieri Calogero Modica e il presidente del Gruppo Alpini di Limone Fedele Gertosio, insieme a numerose autorità civili e militari.
La strada scelta per rendere onore al pluridecorato cittadino limonese d'adozione deceduto nel 1991 è quella che si snoda nel tratto compreso tra il Residence Limone e la stazione ferroviaria. All'eroe di guerra sono stati intitolati anche gli annessi giardini, dove è stata installata una stele commemorativa in acciaio creata dall'artista Nino Baudino, che riproduce il profilo della cima Fascia e del monte Jurin con taglio al plasma dello skyline del paese.
Nel corteo hanno sfilato un picchetto armato del 1° Reggimento di Artiglieria Alpina di Fossano, alcune rappresentanze delle Federazioni provinciali dell'Istituto Nastro Azzurro, una delegazione degli Artiglieri della Regione Piemonte e Valle d'Aosta guidata dal Presidente Generale Luigi Ghezzi, diverse Sezioni e Gruppi Alpini, l'Assessore di Vigevano Valeria Fabris con il gonfalone della città e svariate Associazioni d'Arma e Combattentistiche e di Volontariato.
Il nome di Rossotto compare frequentemente nelle cronache di guerra, ricordato non solo per i suoi atti eroici per i quali è stato insignito di quattro medaglie d’argento al Valor Militare e della Croce dell’Ordine Militare d’Italia, ma soprattutto per l’alto senso del dovere nei confronti della Patria e per la sua grande umanità.
“Siamo orgogliosi di dedicare una strada del nostro paese al Colonnello Rossotto, un personaggio di grande levatura morale e intellettuale che era molto legato a Limone, dove ha trascorso molti anni della sua vita – ha commentato il sindaco Fruttero -. Questo vuol essere uno stimolo per la comunità a ricordare le gesta eroiche del nostro concittadino, che rappresenta senza dubbio un esempio di rettitudine per i giovani”.
“Il Colonnello Rossotto, come documentano gli atti e le persone che hanno avuto l'onore di conoscerlo sia personalmente che come comandante, è stato un uomo e un militare di qualità eccezionali, esempio palese e continuo, ricco di umanità, altruismo e protezione verso i suoi artiglieri alpini, che amava e rispettava e dai quali era a sua volta amato e rispettato tanto da essere chiamato confidenzialmente 'Papà Rossotto' – ha sottolineato il Brigadiere Modica -. È nostro dovere ricordare l'operato di questo grande uomo, che ha speso tutta la vita per insegnarci con il suo esempio l'Amor di Patria, il rispetto delle istituzioni e l'importanza delle tradizioni, per non dimenticare chi si è immolato per conquistare la libertà di cui godiamo”.
“Ringraziamo il Comune di Limone per aver accolto la richiesto dell'Istituto Nastro Azzurro e tutte le autorità che sono intervenute in questo speciale momento di commemorazione - ha aggiunto Gertosio -. Un grazie speciale va anche all'artista Nino Baudino, che con la sua opera sancisce un rapporto decennale con il gruppo alpini di Limone”.
La manifestazione è stata organizzata con il patrocinio del Comune di Limone Piemonte in collaborazione con l’Associazione Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare, la Sezione ANA di Cuneo e il Gruppo Alpini di Limone.
Domenico Rossotto è stato Comandante del Gruppo Conegliano del 3° Reggimento Artiglieria da montagna della Divisione Julia dal 1937 al 1943, prima durante la campagna di Grecia e poi sul fronte russo-franco, guidando i superstiti della colonna Rossotto e portando in salvo il gruppo nella ritirata del Don.
Nel 1985 il Comune di Conegliano (TV) gli ha conferito la cittadinanza onoraria, mentre nel 1992 alla sua memoria è stata intitolata la sede del Gruppo Alpini di Limone Piemonte, dove risiedeva negli ultimi anni di vita.
È autore del libro “Ricordi di guerra”, dove racconta il suo passato militare. Inoltre, viene citato nel libro di Giulio Bedeschi “Centomila gavette di ghiaccio” con lo pseudonimo di Colonnello Verdotti.