Ten.cpl. A.A.r.n. pilota Fulvio Setti M.O.V.M.

Nato a Modena nel 1914. Laureato in scienze economiche e commerciali nell’Università di Bologna. Già in possesso del brevetto di pilota civile di primo grado, si arruolò con il grado di Sottotenente in Aeronautica nell’aprile 1937 ed inviato all’Aeroporto della Malpensa. Conseguì il brevetto di pilota militare su apparecchio “Ca 111”. Destinato al 18° stormo da bombardamento, fu congedato nell’ottobre 1938. Promosso Tenente il 31 dicembre 1940. Richiamato alle armi il 14 gennaio 1942 ed assegnato alla 609^ squadriglia del 44° stormo “T”, partecipò fino all’8 settembre  1943 con oltre 200 voli di guerra e combattimenti aerei alle operazioni svoltesi in A.S. e nel Mediterraneo distinguendosi in particolar modo nell’ultimo anno di guerra in cui più frequenti furono gli attacchi nemici ai nostri trasporti aerei. Nel settembre 1942 ebbe un encomio scritto dal Comando Superiore A.S. per aver portato, con suo grave rischio, un pilota da caccia inglese, ferito, abbattuto in mare, lontano dalla costa, sull’Isola di Creta. Dopo l’armistizio il 16 settembre, da Roma, con un volo avventuroso si portò a Lecce e con la ricostituita situazione militare, partecipò alle operazioni nei Balcani con il 2° Gruppo “T” fino al maggio 1945.

Altre decorazioni Medaglia d’Argento al Valor Militare, maggio 1942 – febbraio 1943

“Giovane ed abile pilota d’aeroplano ha compiuto intensa ed avventurosa attività di guerra. Comandante di una pattuglia di aerei da trasporto, dopo aver visto cadere in acqua tutti i suoi gregari, colpiti dalla caccia nemica, benché in difficili condizioni di volo per gravi avarie da colpi ricevuti, proseguiva il viaggio sul mare sotto la minaccia di nuovi attacchi, anziché atterrare in un’isola vicina. Impossibilitato a proseguire per arresto di un motore, con abile manovra prendeva terra su una spiaggia e si preoccupava subito del salvataggio dei compagni naufraghi, della consegna del carico, della riparazione del velivolo e dell’apprestamento del terreno per la partenza. Per tre giorni successivi lottava con indomabile energia contro l’avverso destino che sovrastava le nostre forze armate allo scopo di rimettere in efficienza il proprio velivolo e rifiutava di prendere posto assieme ad altri ufficiali piloti su di un aereo diretto in Patria. Riusciva poscia a sottrarsi alla cattura delle travolgenti forze nemiche e arrischiando gravi incidenti di volo si metteva al pilotaggio di un aereo in riparazione mancante di strumenti e di seggiolini mentre l’aviazione nemica sorvegliava costantemente e con bombe e mitra glia impediva ogni movimento sui nostri campi. Raggiunto il proprio velivolo nuovamente colpito ne effettuava risolutamente il trasporto di notte e senza l’ausilio di alcuna luce egli che non era addestrato al volo notturno. Portava così in salvo il proprio equipaggio e numerosi altri militari. Esempio d’inflessibile forza d’animo sorretta e guidata da indomabile coraggio. — Cielo del Mediterraneo e della Tunisia, 5 - 6 - 7 - 8 maggio 1943.”